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Sono allergico?
Il significato della parola allergia sta nel corso di questi ultimi anni evolvendosi. Dapprima parola usata raramente oggi viene utilizzata nelle manifestazioni più svariate. A tutti sarà capitato di sentire qualcuno parlare di "allergia al sole, all'acqua, ai materiali sintetici, al fumo di sigaretta e così via. La maggior parte delle persone immaginano che qualunque manifestazione cutanea arrossata debba per forza essere di origine allergica.
Non è così: i confini della patologia allergica sono ben delimitati. Si può comunque affermare che determinate manifestazioni respiratorie, quali la rinite, spesso accompagnata da congiuntivite, e l'asma,sopratutto insorgendo in un soggetto relativamente giovane, con una familiarità per queste malattie, possano essere sospette e quindi vadano indagate da un punto di vista allergologico. Ricordando inoltre che le prove allergologiche possono essere eseguite in qualunque stagione, anche in presenza di sintomatologia e sono praticamente indolori.
Bisogna poi sottolineare come una diagnosi precoce non sia solo utile per una precisa individuazione della terapia farmacologica, ma anche per valutare un eventuale allontanamento del paziente dall'allergene individuato e per la preparazione di un cosiddetto vaccino antiallergico, unica vera terapia che, come ha recentemente affermato la Organizzazione Mondiale della Sanità,possa prevenire o bloccare la naturale progressione della malattia allergica.
Le malattie allergiche e l'asma sono in continuo incremento: perché?
Le malattie allergiche, comprendendo anche l'asma, sono la patologia più comune e la loro prevalenza e in continuo incremento; addirittura nel nord Europa la prevalenza della rinite allergica in età pediatrica supera il 40%. Il dibattito sulle cause di questo continuo incremento delle allergopatie è sicuramente aperto a varie ipotesi interpretative. Le cause sono di ordine ambientale e non certamente genetico, in quanto un incremento così notevole in un così breve arco di tempo (nel giro di un secolo la prevalenza è aumentata anche di oltre 20 volte) non può essere causato da mutazioni genetiche. Tre sembrano essere i fattori ambientali più importanti:
-fattori outdoor (la polluzione ambientale, l'ozono, il traffico veicolare e l'esposizione all'allergene):
- fattori indoor (il fumo di tabacco, la polluzione domestica, gli allergeni domestici e lo stile di vita)
-fattori personali (la composizione della famiglia, lo stato socioeconomico, la nutrizione e le infezioni).
Fattori outdoor 1) Polluzione ambientale: sicuramente aggrava i sintomi allergici ed aumenta la risposta infiammatoria all'esposizione allergenica. 2) Ozono: è in grado di determinare la comparsa di vari sintomi respiratori, deficit funzionali ventilatori, iperreattività bronchiale e flogosi bronchiale (con infiltrato neutrofilo e rilascio di leucotrieni). 3) Traffico veicolare: tra le varie sostanze rilasciate dai motori a scoppio sicuramente il particolato del diesel ha maggiore importanza in allergologia, in quanto le piccole dimensioni ne facilitano la penetrazione nei piccoli bronchi ed induce una risposta immunologica di tipo Th2. 4) Esposizione allergenica: esiste una chiara correlazione tra grado di esposizione allergenica e sviluppo di sensibilizzazione; numerosi studi hanno evidenziato che alti livelli di allergene inducono una elevata prevalenza di soggetti sensibilizzati. In particolare, gli elevati livelli di acari e derivati di animali domestici sono tra i più importanti responsabili dell' incremento epidemiologico delle allergopatie.
Fattori indoor 1) Fumo di tabacco: viene sicuramente considerato il principale fattore in grado di determinare lo sviluppo di allergie e di sintomi respiratorii. Il fumo di tabacco può agire con diverse modalità: per inalazione diretta o attiva per inalazione passiva ed anche attraverso gli scambi materno-fetali durante la gravidanza; tra l'altro il fumo di tabacco contiene una proteina che induce la sintesi di IL6. 2) Polluzione domestica: le moderne abitazioni sono caratterizzate da spinte misure di coibentazione che impediscono il ricambio d'aria ed elevano il tasso di umidità, condizioni che favoriscono il ristagno di inquinanti legati alle cucine a gas e al fumo. 3) Allergeni domestici: è sempre più diffuso il numero di case in cui sono presenti animali domestici (la persistenza degli allergeni di gatto può persistere per mesi!). 4) Stile di vita: sempre più ore vengono trascorse in ambienti confinati, che sono inquinanti e con alti livelli di allergeni. Inoltre recenti studi hanno dimostrato che i bambini, che abitano in ambienti rurali dove vengono allevati animali, sono meno soggetti ad allergie.
Fattori personali 1) Famiglia: nelle famiglie numerose è evidente un minore tasso di allergici, in particolare gli ultimogeniti sono più protetti (probabilmente per il ruolo svolto dalle infezioni acquisite dai fratelli maggiori). 2) Stato socioeconomico: e dimostrata una correlazione diretta tra alto tenore e prevalenza di allergie, anche in questo caso scadenti condizioni igienico-alimentari proteggerebbero dallo sviluppo di allergie. 3) Nutrizione: vari fattori alimentari possono favorire lo sviluppo di allergie quali l'allattamento artificiale, l'impiego inadeguato di formule, l'assunzione di cibi manipolati, additivi, scarso consumo di vitamine, acidi grassi insaturi etc. 4) Infezioni: probabilmente questo aspetto è quello più importante come possibile fattore causale l'incremento delle allergie e dell'asma.
Occorre però distinguere tre situazioni generali: - influenza delle infezioni sullo sviluppo del sistema immunitario: durante la gravidanza e nei primi anni di vita la risposta fisiologica è di tipo Th2, la conversione verso la naturale preponderanza Thl viene svolta dalla stimolazione mediata dall'ILl2 rilasciata dalle cellule dendritiche a loro volta stimolate dai batteri. Quindi condizioni che limitino questa pressione antigenica (ad esempio abuso di antibiotici nei primi anni di vita) rallentano la maturazione immunologica e favoriscono lo sviluppo di allergie. - effetto delle infezioni sull'esordio di asma: in questo caso alcune infezioni (in primis il virus sinciziale) predispongono allo sviluppo successivo della patologia asmatica in soggetti predisposti.- effetto delle infezioni respiratorie nell'induzione di esacerbazioni asmatiche: numerosi studi hanno evidenziato la stretta correlazione tra riniti virali e successiva comparsa di attacchi asmatici. Le infezioni da rhinovirus sono sicuramente le più importanti e ciò spiega il nesso fisiopatologico tra allergia, flogosi, espressione di molecola d'adesione (ICAM-1), maggiore suscettibilità ad infezioni ed attacchi asmatici.
Pagina aggiornata al 15.06.2002